sabato 2 agosto 2008

Il decalogo del consumatore

http://www.sims.it/ddt/decalogo.htm

2 commenti:

Unknown ha detto...

caro Walter,
mi sono letto parte del tuo blog, compreso il "decalogo" del Prof. Nardini e non ti nascondo il fatto che non concordo quasi su nulla
penso che l'invenzione del concetto di "malattia cronica recidivante" non sia altro che il passepartout per creare dei "clienti" cronici sia per il servizio sanitario nazionale (che a sua volta arricchisce molte multinazionali produttrici di farmaci sostitutivi) che per la malavita organizzata (il famoso concetto paraculo per cui la domanda giustifica l'esistenza dell'offerta)
nessuno può aver diritto a "pretendere" una cura o un sostegno per uno stile di vita che si è comunque scelto da sè e non gli è stato imposto da nessuno. e l'unico fine che un uomo può pretendere da una cura è quello di liberarlo da un male, non di mantenerlo nello stesso.
nel mio lavoro polemizzo tutti i giorni con colleghi e collaboratori che teorizzano la riduzione del danno come fine. io continuo a considerare i farmaci sostitutivi come mezzo, perchè penso che di ogni malessere si debba curare la causa e non il sintomo, chiaro, sempre che uno lo intenda curare.
assistiamo ad una rassegnazione rispetto a questa presunta cronicità che considero totalmente irrispettosa nei riguardi del TD, "ti dò il farmaco tanto non guarirai mai", mentre credo che rispettare un uomo sia anche pretendere da lui che aspiri ad una libertà piuttosto che ad una schiavitù. a meno che uno non dichiari che vuole la schiavitù, conclusione terribile che posso compatire ma non rispettare.
sappiamo tutti, soprattutto noi due, che quando non c'era il metadone i TD erano chiamati a fare scelte più nette, e quindi ad essere persone protagoniste rispetto alla cura. mentre purtroppo, anche le tue parole me lo confermano, l'uso scellerato che si fa del MTD sta creando invalidi in mantenimento perenne, garantendo così ai terapeuti di non sbattersi più, tanto anche per loro queste cure rappresentano un contratto a tempo indeterminato.
state diventano pazienti perenni, il massimo che ci possa essere per tener caldo il posto a mediocri medici perenni.
scusa l'intrusione, ma ogni volta che sento parlare di cronicità in tema di TD (a meno che ci siano gravi aspetti di patologia psichiatrica) mi viene il sangue alla testa.
stammi bene, Paolo N.

wvolante ha detto...

Caro amico, è un piacere sentirti, anche se meravigliato dalle tue osservazioni che, a tratti, rasentano il reazionario.
La criminalità organizzata pratica ad ogni livello e in ogni paese corruzione e destabilizzazione, influenzando anche la politica. Dal punto di vista penale si sono avute misure restrittive delle libertà, mentre cresce ovunque una incontrollata e inutile "burocrazia antidroga". E' infine universalmente riconosciuto che il regime proibizionista è responsabile degli alti prezzi della droga sul mercato. E su questo, mi pare, concordiamo.
Si è però progressivamente sviluppata una opzione antiproibizionista, con una sua dottrina: lo Stato non può proibire un comportamento che non nuoce ad altri! Questa corrente ha sviluppato vari modelli di un possibile regime di legalizzazione. Basato proprio su definizioni che tanto ti scandalizzano: "modello medico", "modello del commercio passivo", "modello liberale"; "l'insieme del processo dovrebbe comunque essere oggetto di una regolamentazione". Insieme alla revisione teorica si è però anche sviluppato un movimento che punta alla "riduzione del danno" che sembra turbarti assai. Esso però acquista tutto il suo significato solo se inserito in una strategia globale di legalizzazione controllata di TUTTE le droghe. A questi sviluppi fanno ostacolo le Convenzioni ONU. Occorre dunque "superare" queste Convenzioni. Il percorso è impervio, ma io ci provo. Ti aggiorno sul fatto che sarò presente come candidato al Consiglio di zona 9 e zona 2 di Milano, nella lista Bonino-Pannella. Molto probabilmente non sarò eletto, ma almeno potrò dire di non essere stato con le mani in mano di fronte ad una problematica che ha decimato la nostra generazione.
Un forte abbraccio a te e Simonetta.
Vostro amico Walter